Organizzazione Aziendale, Consulenza Aziendale Bologna

Organizzazione Aziendale, Primo Principio: scegliere la Struttura organizzativa adeguata

Organizzazione Aziendale, Primo Principio: scegliere la Struttura organizzativa adeguata


La struttura organizzativa è la base dell’organizzazione di un’azienda: è essenziale implementare la struttura più coerente con il business.

Parlando di organizzazione aziendale, spesso si tende ad assumere la struttura organizzativa esistente come dato di fatto non modificabile, e quindi a non metterla più di tanto in discussione. La struttura organizzativa, invece, è come l’assetto tattico di una squadra: tutto si costruisce sulle sue basi e si possono adottare diverse forme, più o meno consigliabili a seconda della tipologia di business e dei relativi fattori primari di successo.

Le principali configurazioni di struttura organizzativa sono tre: struttura funzionale, struttura divisionale e struttura a matrice.

Nella struttura funzionale, quella più comunemente applicata, l’azienda è suddivisa in aree omogenee per ambito di attività: l’amministrazione, gli acquisti, le vendite, l’ufficio tecnico, la produzione etc.

Il principale vantaggio di queste strutture è la possibilità di raggiungere elevati fattori di efficienza locale, ovvero ottenere una elevata specializzazione nei ruoli e pertanto una maggiore efficienza operativa in ciascuna funzione.

Per contro, il principale svantaggio è il rischio “compartimenti stagni”: ogni funzione opera quasi come se fosse un’azienda a se stante, spesso con il rischio di scarso coordinamento rispetto alle altre e con difficoltà nel perseguire obiettivi comuni.

Organizzazione aziendale per funzioni

Questo tipo di struttura è frequente nelle aziende che realizzano prodotti o servizi sostanzialmente omogenei servendo mercati con caratteristiche simili, e dove l’efficienza è un fattore competitivo importante.

Nella struttura divisionale, invece, l’azienda viene “segmentata” internamente in base ad una dimensione del business, ad esempio per linea di prodotto/servizio o per mercato. Ciascuna divisione, tipicamente, presenta al suo interno una struttura funzionale, pertanto alcune funzioni possono essere duplicate tra una divisione e l’altra, mentre centralmente possono essere mantenute alcune funzioni “non specifiche” quali l’amministrazione ed i sistemi informativi.

Il principale vantaggio di queste strutture è la possibilità di generare una forma di competizione interna tra unità equiparabili, il che favorisce le performance soprattutto in contesti dove il business presenta forti elementi di diversificazione. In tale caso, inoltre, l’efficienza di una struttura funzionale verrebbe messa a rischio da una complessità troppo elevata.

Per contro, il principale svantaggio di queste strutture è la difficoltà nello sfruttamento di economie di scala e di sinergie anche occasionali. Il rischio è simile a quello delle strutture funzionali, ossia la creazione di aziende distinte all’interno della stessa azienda.

Organizzazione aziendale per divisioni

Infine, la cosiddetta struttura a matrice è un mix delle precedenti e cerca di superarne gli svantaggi. In pratica, la struttura a matrice si sviluppa su entrambe le dimensioni: una tipicamente funzionale ed un’altra specifica del business, ad esempio per linea di prodotto/servizio o per mercato. Un esempio tipico di organizzazione a matrice è quella che prevedere più “project manager” (o “product manager”, o “market manager” etc.) che sono responsabili di una specifica porzione di business in senso orizzontale, e che attingono tempo e risorse dalle varie funzioni.

Queste strutture hanno il vantaggio di coniugare specializzazione e coordinamento, sebbene tendenzialmente abbiano maggiori overhead di gestione: la struttura direzionale è più articolata in quanto si sviluppa in due dimensioni, ed è necessario mantenere un forte equilibrio tra gli interessi dei vari attori.

Organizzazione aziendale a matrice

 

Concludendo questa breve panoramica, non esiste una struttura organizzativa migliore “a prescindere”: ancora una volta, la scelta dipende dalle specificità dell’azienda e necessita di un preciso fine tuning.

La buona notizia, comunque, è che qualunque struttura di decida di adottare, l’organizzazione aziendale può fornire principi e metodi che in grado di minimizzare gli svantaggi intrinseci. Li vedremo nei prossimi articoli di questa serie, cui potete accedere dall’articolo sui Dieci Principi di Organizzazione Aziendale.

Vi invito a leggere anche la pagina tematica sull’Organizzazione Aziendale.

Paolo Di Medio

Paolo Di Medio

Paolo Di Medio

Ingegnere gestionale e consulente aziendale per più di dieci anni, ho avviato questo blog nel 2012 e attualmente dirigo Photonia, startup innovativa hi-tech. Sono un inguaribile appassionato di organizzazione e tecnologia.
Paolo Di Medio

47 commenti a “Organizzazione Aziendale, Primo Principio: scegliere la Struttura organizzativa adeguata”

  1. Giulia ha detto:

    Buongiorno e complimenti per questo articolo.
    Volevo chiedere secondo lei per una media impresa che produce attrezzatture biomedicali per ospedali(italiani ma anche europei e ad altri continenti) per mantenere i costi contenuti come quelli della struttura funzionale e al contempo seguire più attentamente i differenti clienti/paesi, quale struttura è consigliabile? grazie mille!

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Giulia, la ringrazio per l’apprezzamento. In realtà, penso che già con la sua domanda lei si sia avvicinata ad una (potenziale) risposta al problema: ossia, nel caso che descrive (media impresa, necessità di contenere i costi) può essere consigliabile mantenere la struttura organizzativa funzionale ma nel contempo creare dei ruoli specializzati per “mercato” (cioè tipo di cliente e/o area geografica). Tali ruoli, di taglio solitamente commerciale e/o di project management, possono definirsi in vari modi, ad esempio business (unit) manager oppure area manager, ma ciò che conta è la sostanza: dovrebbero essere figure deputate a seguire da vicino esigenze e trend di uno specifico settore di clientela, oltre che coordinare la value proposition aziendale verso quei clienti e seguire l’intero ciclo commerciale (pre-vendita, delivery, post-vendita), attingendo alle competenze specialistiche delle varie funzioni aziendali. Tra l’altro, creare delle “unità virtuali” di questo tipo nelle aziende ha il grande beneficio di instaurare una competizione positiva all’interno dell’organizzazione, in quanto l’attribuzione di una specifica mission stimola i vari responsabili a massimizzare il valore del business di loro competenza.
      Spero di averle fornito qualche spunto; ovviamente si tratta di una impostazione di massima che va calata nella specifica realtà.

    • vittoria ha detto:

      buongiorno
      vorrei avere in consiglio. Lavoro in un’azienda media (circa 300 dipendenti) nell’ambito dei dispositive medici.
      Il nostro punto debole è il passaggio del progetto (es nuovo dispositivo da produrre) da R&D a produzione, perchè probabilmente manca la parte di ingegnerizzazione per adattare il progetto al flusso produttivo
      Mi darebbe qualche consiglio sui criteri per istituire questo passaggio intermedio di ingegnerizzazione?
      Grazie Vittoria

      • Paolo Di Medio ha detto:

        Buongiorno Vittoria, il passaggio da R&D a produzione è uno dei più critici nell’ambito delle imprese manifatturiere, infatti spesso si commette l’errore di ragionare “a compartimenti stagni”, separando la progettazione dall’ingegnerizzazione sia a livello di processo che a livello di figure/ruoli. Per funzionare correttamente, sarebbe opportuno che le due fasi siano quanto più possibile “seamless” (letteralmente: senza cuciture, cioè contigue), e questo è possibile solo istituendo ruoli che abbiano la chiara responsabilità di traghettare in produzione il progetto. In alcune aziende, tale compito è affidato ad un ente specifico talvolta definito UTP (Ufficio Tecnico di Produzione), composto da persone che hanno un profilo di tipo tecnico-produttivo e si interfacciano da un lato con UT e dall’altro con la Produzione vera e propria. Penso che un’azienda delle dimensioni come la sua possa dotarsi efficacemente di tale struttura; un’azienda più piccola potrebbe limitarsi a definire in ambito UT alcuni ruoli che abbiano questa precisa responsabilità, magari assegnandola “a rotazione” ai diversi progettisti a seconda del prodotto o della tipologia di design. Va da sé che, come ogni assegnazione di responsabilità, per essere efficace e fattiva dovrebbe essere accompagnata da passaggi formali di verifica e valutazione dei risultati. Buon proseguimento e in bocca al lupo

  2. Andrea Quarta ha detto:

    E’possibile che all’interno di una struttura funzionale le singole funzioni siano organizzate in maniera matriciale?

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Andrea, nell’ambito dell’organizzazione aziendale questo è certamente possibile. Ad esempio, all’interno di una funzione ricerca e sviluppo, potrebbero coesistere una suddivisione funzionale (es. ufficio tecnico meccanico, elettronico, elettrico etc.) e una dimensione orizzontale (es. team progetto A, team progetto B etc.). Questo per garantire al contempo (nel caso dell’esempio) una specializzazione funzionale e una focalizzazione su singoli progetti. In questi casi, tipicamente, le singole risorse afferiscono alle varie funzioni in modo stabile, mentre l’assegnazione ai progetti varia con il tempo ed è quindi dinamica in funzione delle esigenze del momento.

  3. nicole ha detto:

    Buongiorno Paolo, vorrei porre un quesito.
    Come mai la struttura divisionale è quella più adatta per presidiari mercati internazionali piuttosto che quelli locali o domestici?

    Grazie

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Nicole, la struttura divisionale è più adatta per mercati internazionali per diverse ragioni, in primis logistiche (le funzioni tipicamente sono centralizzate anche fisicamente), ma soprattutto di business: la presenza di divisioni territoriali permette di essere molto più aderenti al modello di business più adatto per la specifica region in cui la divisione si trova. Spesso, nelle multinazionali addirittura sono presenti company diverse in base alla nazione di appartenenza, quindi anche la ragione sociale cambia (fanno poi di solito capo alla stessa holding).

  4. Simona ha detto:

    Grazie per la spiegazione esaustiva. Io di organizzazione aziendale non ci capisco niente, anche perché sono laureata in lettere. “Purtroppo” il master che sto seguendo in questo periodo prevede un esame proprio sulla strutturazione aziendale e grazie al tuo articolo ho capito un pochino meglio l’argomento.anche perché i volumi di org. Aziendale sono troppo complessi per me che non ho competenze o studi in questo campo. Buone feste!

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Simona, la ringrazio vivamente per l’apprezzamento sui nostri temi di organizzazione aziendale. Buon proseguimento

  5. Giorgio Sotgiu ha detto:

    Argomento molto interessante e spiegato bene, mi occupo di analisi e sviluppo software e mi interessa sapere se già esistono dei software che ‘aiutano’ nella Gestione Funzionale di un azienda.

    complimenti.

    Giorgio Sotgiu

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Giorgio, la ringrazio per l’apprezzamento e mi scuso per l’ingente ritardo. Esistono numerosi software che si propongono di aiutare la progettazione organizzativa, ma l’esperienza mi insegna che non portano reali benefici in quanto si basano su simulazioni e algoritmi, portando a “non centrare il punto”: organizzare bene un’azienda significa applicare esperienza, metodi e buon senso, non algoritmi matematici. Detto questo, visto che lei cita la gestione funzionale, quello che a mio parere può aiutare l’organizzazione di un’azienda è dotarsi di un valido ERP ben configurato per supportare i processi interni, e magari dotato di strumenti per facilitare il lavoro collaborativo come ad esempio un modulo di Workflow Management e un sistema di Gestione Documentale. Prima si progettano i processi, poi si mettono in campo gli strumenti (anche informatici) per gestirli e supportarli. Questo è il mio punto di vista. Cordiali saluti, Paolo

  6. Dario Fratoni ha detto:

    Articolo veramente interessante, sei uno dei punti di riferimento per i giovani manager.
    Qualche consiglio riguardo le start up?
    In Italia non è semplice farsi spazio ed ottenere qualche indicazione.

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Dario, grazie davvero per l’apprezzamento. Conosco un po’ il mondo delle startup, anche perché mi appresto a realizzarne una, e ti confermo che non è facile: burocrazia, balzelli vari, investimenti ingenti, agevolazioni complesse e molto vincolanti. Il consiglio che posso darti è quello di partecipare agli eventi che si tengono per informare e formare i giovani imprenditori (vedi ad es. http://startupweekend.org/) e di rivolgerti a professionisti esperti di finanziamenti, che possono dirti cosa è “fuffa” e cosa invece è opportunità concreta. Un grande in bocca al lupo. Paolo

  7. clifford ha detto:

    grazie mille,spiegassero cosi anche i libri..

  8. martina ha detto:

    Trovo il suo articolo molto esaustivo; mi sta aiutando molto a studiare per un esame universitario che avrò a breve. Tuttavia mi chiedo: secondo lei è un assetto che si adatta a condizioni di un’elevata competizione sui costi?

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Martina, mi scuso per il ritardo. In linea puramente teorica, la struttura che meglio si adatta a un’elevata competizione sui costi è quella funzionale, perché grazie all’elevata specializzazione delle singole funzioni raggiunge elevate “economie di apprendimento”. Ultimamente, però, la visione “per processi” (non contemplata in questo articolo, in quanto prescinde dalla struttura organizzativa) sta sorpassando la visione “per funzioni” anche in termini di efficienza, perché tramite il presidio del processo è possibile ottenere un flusso teso delle attività e quindi garantire efficienza (=costi bassi) oltre che tempi di risposta ridotti.
      Spero che il suo esame sia andato bene. Cordiali saluti e in bocca al lupo.

  9. Valentino ha detto:

    Salve, io invece sono un lavoratore che produce video per aziende e per il wedding. Con altre sette persone che lavorano nello stesso settore, sto cercando di mettere su un’azienda che si occupa di produzioni video per qualsiasi ambito. L’idea è una crescita progressiva per raggiungere il primo obiettivo prefissato. Cercavo qualcosa che mi desse informazioni su come strutturare un’azienda e mi sono imbattuto nel suo blog, l’ho trovato davvero interessante, ma mio malgrado, non essendo pratico in materia ho potuto solo apprezzare il modo in cui è scritto e come sia ben fatto, ma soprattutto di come lei è disponibile a rispondere a tutte le domande. Se può, le sarei grato se rispondesse anche alla mia. Tra le tre strutture quale potrebbe essere più adatta alla mia idea, o addirittura se c’è altro per aziende che offrono prodotti artigianali? Grazie mille

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Valentino, la ringrazio per l’apprezzamento. Personalmente ho avuto a che fare con diverse startup e direi che il problema della struttura organizzativa è, nelle prime fasi, quasi marginale; mi concentrerei piuttosto su una chiara divisione dei compiti e delle responsabilità, sui meccanismi di comunicazione e coordinamento, sugli standard di servizio verso il cliente etc. La struttura organizzativa inizialmente è spesso “piatta” e soprattutto “fluida”, e penso che non abbia molto senso provare a incasellarla in questo o quello schema. Se posso darle un consiglio, definisca solo gli elementi essenziali in base alle principali responsabilità e si dedichi allo sviluppo del suo business. In bocca al lupo!

  10. Federica Di Gregorio ha detto:

    Salve, sono una studentessa universitaria e sto preparando organizzazione aziendale. Mi volevo complimentare con lei per questo articolo. Ha centrato il punto e ha chiarito ogni dubbio che può sorgere quando ci si imbatte nelle varie tipologie di strutture, diventa davvero facile confondersi, ma avendo letto e fatto tesoro di questo articolo so per certo non mi confonderò. Grazie davvero!

  11. Lorenzo Giorgi ha detto:

    Buongiorno, tutto molto chiaro ed esaustivo.
    Un chiarimento: nella prima struttura del sito che definite per aziende che realizzano prodotti omogenei i manutentori o la così detta manutenzione dov’è che deve essere inserita?
    E’ una attività che deve “dipendere” dalla produzione?

    Grazie

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Lorenzo, solitamente la manutenzione viene collocata nell’ambito della produzione e pertanto, come dice lei, dipende da questa. Questo collocamento generalmente è corretto, in quanto per la maggior parte del tempo la manutenzione lavora “al servizio” della produzione. Diverso è il caso della manutenzione generale (che ad esempio cura gli spazi comuni e gli impianti a servizio anche degli uffici), ma tipicamente questa funzione è svolta dalla manutenzione produttiva come attività collaterale.
      Spero di essere stato di aiuto, cordiali saluti

  12. pietro ha detto:

    salve , il testo è abbastanza chiaro complimenti ,l’unica cosa che non sono riuscito a capire è quando la struttura a matrice può essere validamente adottata ? ho un esame il 4 luglio , grazie in anticipo

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Pietro, la struttura matriciale va applicata tutte le volte che è necessario attingere alle varie funzioni aziendali per progetti o attività specifiche che necessitano di un coordinamento trasversale alle funzioni (tecnicamente, “orizzontale”). In bocca al lupo per il suo esame.

  13. Federica ha detto:

    Buongiorno Paolo, sono una studentessa di tecniche della prevenzione e nei prossimi giorni ho un esame proprio di organizzazione aziendale. Ho un dubbio e ti volevo chiedere una breve indicazione. Perchè l’organizzazione di un azienda sanitaria puó essere considerata sia funzionale, che divisionale che a matrice? O meglio mi sono chiare le prime due ma non comprendo perchè a matrice. Ti ringrazio e complimenti per il sito è fatto molto bene.
    Federica

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Federica, grazie per l’apprezzamento e scusi per il ritardo; spero siamo in tempo per il suo esame.
      Nell’ambito delle aziende sanitarie tipicamente affrontiamo progetti logistici e non organizzativi; proverò quindi a fare un ragionamento puramente logico. Ipotizzerei che in una azienda sanitaria possano esserci due dimensioni di controllo: una “per tipologia di operatore sanitario” (infermieri, OSS, medici, primari etc.) ed una per “disciplina” o “reparto” (medicina interna, pediatria, ortopedia etc.). Quindi immagino che, ad esempio, un medico che lavora in un reparto ortopedico sia contemporaneamente legato, da un lato, al consesso di tutti i medici del suo ospedale (che avrà organi di direzione e coordinamento), dall’altro alla direzione del suo reparto (es. il primario di ortopedia). In questo senso, l’organizzazione può essere considerata contemporaneamente sia funzionale (medici) che divisionale (reparto), pertanto può valere lo status di “matrice”.
      Probabilmente non ho usato i termini più appropriati per il settore, ma spero di averle comunque fornito uno spunto.
      Un cordiale saluto.

  14. Claudio ha detto:

    Buongiorno dottor Paolo,
    avrei l’esame di organizzazione aziendale il prossimo venerdì, ho ancora qualche dubbio riguardo la struttura divisionale per prodotto, multidivisionale, struttura a team di prodotto. Ho veramente apprezzato il suo articolo che ho letto con interesse. Molto chiaro ed esaustivo.
    Saluti
    Claudio

  15. Enzo ha detto:

    Buonasera Paolo,
    ho letto con interesse l’articolo, ben strutturato, chiaro, intuitivo e ben fatto, ma soprattutto utile.
    Grazie
    Enzo da Napoli

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buonasera Enzo, grazie a lei per l’apprezzamento. Resti in linea con le nostre novità. Cordiali saluti, Paolo

      • Erika Cocuzza ha detto:

        Quando viene utilizzato il modello organizzativo Matriciale?
        Quando vi sono prodotti a lungo ciclo di utilizzo o a breve ciclo di utilizzo? In un ambiente moderatamente instabile o altamente instabile?
        Grazie della sua
        eventuale risposta.

        • Paolo Di Medio ha detto:

          Buongiorno Erika, la domanda è interessante. Tra le opzioni da lei proposte, sceglierei sicuramente i prodotti a ciclo breve e l’ambiente altamente instabile. Infatti la struttura a matrice vuole coniugare la specializzazione propria della struttura funzionale con la maggiore flessibilità di un coordinamento orizzontale, che è tanto più utile quanto più il contesto è mutevole. Cordiali saluti, Paolo

  16. Fabrizio ha detto:

    Ciao e complimenti x l iniziativa
    Volevo chiederti se hai mai visto una struttura con l IT divisa in questa maniera :
    L area sistemi e infrastruttura tecnologica di staff alla direzione
    L area sviluppo di line

    Se si , quale scopo o utilità ipotizzi .
    Grazie

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Fabrizio,
      secondo la mia esperienza, nelle aziende di una certa dimensione è utile suddividere gli operativi dell’area IT in sistemistica e sviluppo. Infatti si tratta di due mestieri completamente diversi, afferenti a due aree di competenza solo in parte intersecanti, e direi talvolta incompatibili (lei immagini un esperto IT che si dedica contemporaneamente a helpdesk e sviluppo).
      Laddove il carico di lavoro e/o la dimensione dell’azienda non giustificano tale suddivisione, è comunque utile impostare una gestione “per progetti” dove i sistemisti abbiano la possibilità di allocare gli opportuni slot temporali alle attività di sviluppo.
      La direzione IT può, in entrambi i casi, rimanere unica (anche per garantire il giusto coordinamento tra sviluppo e sistemi).
      Spero di avere risposto alla sua domanda. Grazie e cordiali saluti.

  17. Luciano Costa ha detto:

    Bondì Fabio. Per rispondere in modo compiuto al suo quesito ci vorrebbe molto tempo; mi limiterò a rispondere si perché l’ho verificato di persona in più casi.
    Una struttura divisionale, con ogni divisione affidata ad un Manager capace che gestisce una struttura divisionale completa di R&S, acquisti, produzione,commerciale, servizio di post vendita, riesce meglio a coniugare efficienza con innovazione.Le concedo solo di accorpare fra le diverse divisioni le “Risorse Umane” “I sistemi informativi” “l’amministrazione” ed “controllo di gestione”
    Cordialità

  18. Luciano Costa ha detto:

    Ho letto la pubblicazione inerente i tre tipi di struttura: Funzionale, divisionale, matriciale. da ex imprenditore di successo che ha governato una struttura funzionale ho avuto successivamente l’opportunità di seguire da vicino una grosso gruppo industriale con una organizzazione divisionale verticale efficiente e passato, dopo un cambio generazionale, ad una organizzazione matriciale.
    Da un punto di vista di principio quest’ultima forma organizzativa sembra perfetta; la sua applicabilità in un contesto ambientale Italiano, con dimensioni aziendali medie, con prodotti soggetti a frequenti cambiamenti innovativi, dal mio punto di vista risulta penalizzante per l’efficienza operativa, ingessa la struttura, demotiva la componente umana.
    L’analisi è molto lunga ed articolata per cui mi limito a suggerire di privilegiare soluzioni organizzative verticali per tutte le realtà produttive, anche multidivisionali, caratterizzate da DNA Italiano, di media dimensione, che gestiscono prodotti con frequenti cambiamenti innovativi.

    • Fabio Sacco ha detto:

      Salve Luciano. Innanzitutto la ringrazio per la sua testimonianza che , da studente univeristario, ho trovato molto interessante.Le volevo porre un quesito; lei quindi pensa che per un’azienda che deve stare a passo con le continue evoluzioni tecnlogiche ed innovazioni di prodotto, la struttura divisionale sia la scelta più efficiente ed indicata ? La ringrazio anticipatamente, buona giornata.

  19. valeria ha detto:

    Grazie mille per la spiegazione, molto chiara! mi è stata davvero molto utile! ce ne fossero di blog come questo!!

  20. Stefano ha detto:

    Quoto Lorenzo. Ben fatto e intuitivo.
    Stefano da Roma

  21. LORENZO ha detto:

    Veramente ben fatto. La semplicità di linguaggio è accessibile da qualsiasi livello.grazie

  22. Alba Castiello ha detto:

    Sono una studentessa universitaria e questo argomento è parte del mio prossimo esame quindi la ringrazio tantissimo per l’articolata spiegazione. Sul libro le spiegazioni lasciavano a desiderare, ma lei ha chiarito tutti i miei dubbi.

    • Paolo Di Medio ha detto:

      Buongiorno Alba, grazie per l’apprezzamento. I migliori in bocca al lupo per la sua carriera universitaria e lavorativa.

      • Valentina ha detto:

        Buongiorno Dott. Di Medio

        Avrei una domanda riguardo la differenza tra struttura funzionale e struttura divisionale, non hanno alla fine delle somiglianze tra di loro?

        • Paolo Di Medio ha detto:

          Buongiorno Valentina, come forse avrà intuito dall’articolo, ci sono alcuni elementi comuni tra le due strutture organizzative, e in particolare due aspetti.
          In primo luogo, solitamente, le funzioni cosiddette “di staff” restano in capo alla Direzione e non sono splittate sulle divisioni, per ragioni di efficienza e di economie di scala (ad esempio: amministrazione e finance, servizi generali, sistemi informativi, logistica etc.) – fino a creare dei veri e propri “centri di servizio” che servono più divisioni e che assolvono a mansioni standardizzabili.
          In secondo luogo, all’interno delle singole divisioni diversificate per business è comunque spesso presente una struttura funzionale, per cui avremo il Sales, gli Acquisti, la Produzione e via dicendo – nell’ottica di mantenere comunque una dimensione organizzativa basata sulla specializzazione.
          Tutto questo non toglie che l’approccio migliore resta quello “per processi”, dove anche in presenza delle funzioni esistono attività che percorrono trasversalmente l’organizzazione – ma questa è una tematica più gestionale. Spero di averle dato qualche elemento utile, buon proseguimento

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