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Analisi delle inefficienze: strumento essenziale per il miglioramento dell’efficienza produttiva

Analisi delle inefficienze: strumento essenziale per il miglioramento dell’efficienza produttiva


L’analisi delle inefficienze produttive costituisce un elemento fondamentale per eliminare alla radice le fonti di inefficienza, aumentare la produttività e ridurre i costi di produzione.

Nella pagina dedicata al Overall Equipment Effectiveness abbiamo fatto accenno allo studio delle perdite produttive come elemento fondante di ogni progetto OEE di successo.

In effetti, la sola misurazione del livello di efficienza produttiva non dà, di per sé, alcuna informazione utile. Immaginate di dover assumere la gestione di uno stabilimento produttivo di cui non conoscete nulla, ed immaginate anche che un collega vi informi che il livello medio di efficienza, misurato da un esperto, è del 65%. Questo vi dà sufficienti informazioni per il miglioramento?

Naturalmente no. Dovreste chiedere al collega quali inefficienze compongono il residuo 35% e quanto incidono. Se vi risponde “a sensazione” senza dati quantitativi, non vi sta dando informazioni utili. Una risposta esaustiva potrebbe essere questa:

“Mediamente il setup (che consideriamo inefficienza, in quanto non genera valore) occupa il 15% del tempo delle macchine. Poi, abbiamo fermi dovuti a guasti di varia natura per l’8%, problemi di materia prima per il 6%, ed infine l’ultimo 6% distribuito tra diverse causali poco significative”.

Ridurre le inefficienze produttive

Molto meglio, non trovate? Avreste già una buona base di partenza. Innanzitutto dovreste chiedervi se i setup sono ottimizzati e probabilmente avvierete un progetto SMED per la riduzione dei tempi di attrezzaggio.

Poi, magari, approfondirete i problemi relativi ai guasti ed avvierete alcune attività di Total Productive Maintenance.

Infine, indagherete i problemi correlati alla materia prima (quali articoli, quali problemi si riscontrano etc.) e vi adopererete per risolverli con i vostri fornitori e con il vostro controllo qualità.

Probabilmente, dopo qualche settimana avrete almeno dimezzato le principali fonti di inefficienza e recuperato un buon 15%, che (come spiegherete ai vostri colleghi) corrisponde ad un +23% rispetto all’inizio (in quanto la base di partenza era 65%), e vi guadagnerete i meritati complimenti.

Speriamo di avervi trasmesso il senso concreto di cosa significa analizzare le perdite e delle potenzialità di questo strumento di gestione. Naturalmente, passare da informazioni soggettive ad informazioni oggettive e quantitative non è cosa da poco, in quanto è necessario implementare un sistema di raccolta puntuale delle informazioni relative alle fonti di inefficienza.

Una volta fatto questo sforzo, però, saprete esattamente dove indirizzare le attività di miglioramento per ottenere il massimo risultato possibile.

Paolo Di Medio

Paolo Di Medio

Paolo Di Medio

Laureato in Ingegneria dei Processi Gestionali, sono consulente aziendale dal 2005. Sono specializzato in Operations Management e possiedo competenze ad ampio raggio nell'ambito del miglioramento organizzativo, in realtà sia manifatturiere che di servizio. Come attività complementare, svolgo docenze sia in corsi aziendali che interaziendali. Sono ideatore e manager di questo blog.
Paolo Di Medio

2 commenti a “Analisi delle inefficienze: strumento essenziale per il miglioramento dell’efficienza produttiva”

  1. graziano borgonovo ha detto:

    Mi piace lo stile semplice e diretto.
    Sono un consulente senior nell’ ambito delle operations in special modo orientate ai sistemi informativi (ERP) dove “le soluzioni” , la semplificazioni dei processi verso le best practices internazionali è ormai un dato di fatto . Ma le nostre aziende fanno molto fatica ad avviarsi verso una digitalizzazione in cui i sistemi non solo assistono ma eseguono i processi.
    Comunque grazie del contributo di conoscenza che questo blog apporta
    Graziano Borgonvo

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